Benvenuti nel sito della Pro Loco di Quercianella

Quercianella, adagiata sulla scogliera che segue il Romito e annunciata dall’ ascetico Castello di Sonnino, è una prodigiosa tregua ai tumulti della città.

Come se fosse inconsapevole della sua bellezza e del fantastico scenario sul quale si affaccia (la Capraia e la Gorgona giocano con i tramonti, si vestono di lilla, di amaranto, d’arancione e di fuoco, incendiano il Tirreno), Quercianella offre sottovoce le proprie ricchezze.

Nella scenografia elegante dei pini e dei lecci s’accende la festa rosa degli oleandri. I viottoli che scendono a mare, sono quasi segreti dalla via Puccini, ma le aperture improvvise offerte dai balconi e dalle terrazze di Villa Margherita mozzano il fiato; e dal lungomare che punta al Romito, dai bagni Paolieri al porticciolo e alla spiaggia sassosa del Rogiolo, ci si specchia in un mare limpido, capace di accarezzare i granchi quando è in vena di tenerezze ma anche, se gli gira storta, di sgretolare a cannonate d’acqua le rocce.

Quercianella non ha discoteche, non urla. Non segue le mode, non strizza l'occhio al fagotto. Agli albergoni di trenta piani replica con i villini liberty e di classica linea toscana quietamente accoccolati tra gli alberi di Piazza Fattori, di via Macchiaioli e di Via Pascoli: itinerari della tranquillità.

I luoghi come Quercianella non si addicono agli irrequieti che escono dal caos della metropoli per entrare, a clacson premuto, nel caos della vacanza stereofonica. E' semplicemente, ingenuamente, un posto per distendersi, riposarsi, pensare, respirare aria buona, ammirare la natura e, dici niente!, pre mangiare da leccarsi i baffi. A proposito di sapori e di vedute: un'estate ormai lontana, l'attore francese Jean-louis Trintignant, gustato il cacciucco al Calesse e il mare dal Castello di Sonnino, passa a trovare Marcello Mastroianni che ha una villa a Castiglioncello, due passi di lì. Bella villa, dice Trintignant a Mastroianni, ma perché non la sposti lassù? Il «lassù» di Castiglioncello è Quercianella.

L’Aurelia, traboccante di maniaci della velocità, separa il paese di mare dalla collina. Quando sfrecciano i beceri del volante, Quercianella si nasconde dietro la pineta, fa finta di non esistere.

(tratto da un articolo de “La Stampa” del 9/9/2001 di Gianni Ranieri)

 

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