Archeologia

Interessanti reperti archeologici della prima età del ferro vennero rinvenuti a Quercianella nella proprietà della famiglia Gower e donati al Sig. Chiellini insieme ad altri oggetti etruschi e romani.
La collezione Chiellini, di proprietà del Comune di Livorno , non è stata mai esposta al pubblico.

Il Prof.Pio Mantovani ci descrive il materiale ritrovato a Quercianella:
Un altro gruppo di tombe della prima età del ferro, il più importante senza dubbio per le vicinanze di Livorno, fu scoperto a Quercianella molti anni addietro,forse nel 1851, in un podere della famiglia Gower e precisamente in un campicello vicino al mare, noto ai terrazzani col nome di cimitero. La scoperta avvenne in modo accidentale nel dissodare un terreno, che da tempo immemorabile era boschivo.
Su di essa non potei raccogliere notizie molto esatte, non esistendo alcuno di coloro che ne furono testimoni. Ma le cose più importanti che vi furono raccolte, vennero conservate dal Sig. Giorgio Gower, nel frattempo defunto, e quindi donate da suo figlio Abele, nel 1880, al Signor Chiellini, insieme a molti altri oggetti etruschi e romani, trovati pure nelle vicinanze di Quercianella.

Nel 1884 andai io stesso a tentare qualche scavo nel detto campicello, trovando vari elementi, in massima parte vasi etruschi e romani; vi trovai però qualche frammento di urne caratteristiche del periodo archeologico di Villanova, e questo è ciò più che m’importava, onde avere una prova materiale del primo rinvenimento, essendone troppo vago il ricordo.
I reperti più interessanti sono cinque urne, di cui quattro di tipo italico del periodo di Villanova ed una quinta di forma globulare, dotate di ornamenti e smaltature; vasetti fatti a mano di terra grossolana e privi d’ ingobbio , rozzamente ornati; una lama intera di spada corta in bronzo; quattro lance di bronzo a cannone; quattro fibule tipo Certosa, di cui una di bronzo e l’altre di argento; un’altra fibula ad arco nodoso e a doppio vermiglione; un’ultima fibula ad arco laminare,di bronzo, bellissima da vedere; sette anelli d’argento fatti di sottile filo cilindrico. Due sono semplici, ossia da un solo giro, e chiusi, mentre gli altri sono aperti e formati da una spirale di due o tre giri; una scultura di testa maschile barbata.
Tali oggetti sono riconducibili ad altri ritrovati in necropoli etrusche di Vetulonia (GR) e Tarquinia (VT), ma anche ai reperti risalenti all'età del bronzo ritrovati in provincia di Catanzaro.

Le fotografie dei reperti archeologici qui sopra esposti sono state riprodotte con l'autorizzazione della Soprintendenza alle antichità dell'Etruria c/o la Soprintendenza Archeologica della Toscana, Firenze.