Castel Sonnino o del Romito
Il nome gli deriva dalla dimora di alcuni antichi romiti dell'Ordine dei Gesuati. In una grotta del Castello v'era
un'immagine del Redentore, da essi venerata e che fu poi nel secolo XVII dagli stessi monaci trasferita
nel prossimo Santuario di Montenero. Un'altra versione imputa il nome di Romito originato da una storia
d'amore avvenuta ai tempi di Carlo VIII tra il Capitano francese Ernesto d'Estrangues, a capo della truppa
francese della Cittadella di Livorno, e la bella Gabriella Lante, figlia di nobili pisani.
Il Castello in origine era costituito da una torre di avvistamento, la Torre di San Salvadore,
che doveva presidiare gli anfratti della Cala del Leone e del Rogiolo dove i pirati potevano trovare
facile nascondiglio per poi attaccare i bastimenti per Livorno.
Nei pressi del Castello c'era una
foresteria per la guarnigione dei soldati. Nel 1749 si contavano tre pezzi del calibro di otto libbre,
uno di due, uno di una libbra, quattro spingarde, tre moschetti a miccia e munizioni di scorta.
La storia del Castello poi si lega indissolubilmente al Barone Sidney Sonnino, suo illustre proprietario
fino alla morte nel 1922. Per suo volere, fu seppellito nella grotta eolica scolpita nella scogliera a
circa cinquanta metri sotto il castello, a picco sul mare, dentro un blocco di granito rosso di bavèno.
Sopra il Ministro vi aveva fatto incidere in grandi caratteri lapidarii il proprio nome e la data di
nascita lasciando, ovviamente, in bianco quello della morte. Gli eredi lo hanno posseduto sino agli anni
ottanta, quindi ceduto all'attuale proprietario.
Notizie tratte da "…dalla costa fiorita di Quercianella")
